Omicidio Sara Campanella, oggi interrogatorio di Argentino: non ancora trovata l'arma del delitto

Verrà interrogato oggi, nel carcere di Gazzi di Messina, Stefano Argentino, lo studente 26enne fermato ieri mattina dai carabinieri con l'accusa di avere ucciso Sara Campanella, la studentessa di 22 anni, accoltellata a morte per strada. Il giovane è stato fermato nella sua abitazione a Noto (Siracusa), paese di cui è originario.  Secondo quanto scrivono i magistrati della Procura di Messina nel provvedimento di fermo Argentino nella sua fuga a Noto, sua città di origine, sarebbe stato aiutato da "terze persone". Dopo avere accoltellato Sara, il ragazzo ha raggiunto Noto e si è rifugiato in un b&b riferibile alla madre. "Si è agevolmente dato alla fuga nelle immediatezze dei fatti potendo contare sull'appoggio di soggetti terzi, in via di identificazione, per far perdere le proprie tracce", scrive la Procura.  Intanto, ieri sera, l'avvocato Raffaele Leone, che era stato contattato dalla famiglia di Argentino per difendere il ragazzo, ha fatto sapere di avere rifiutato il mandato. L'avvocato ha parlato di una "scelta personale". Il legale presenzierà comunque questa mattina all'udienza di convalida e all'interrogatorio di Argentino. Sempre oggi la Procura di Messina disporrà l'autopsia sul corpo della studentessa. Secondo quanto risulta da un primo esame medico, la ragazza è stata raggiunta da almeno tre fendenti, di cui due alla gola e uno alla scapola. Fatale la ferita, profonda, alla gola provocata da uno dei fendenti. Sara Campanella è morta poco dopo essere arrivata al pronto soccorso del Policlinico. Non è ancora stato ritrovato il coltello usato.