Comunicazione Italiana

COMUNICAZIONE ITALIANA
L'Ecosistema della Conoscenza e delle Relazioni

Comunicazione Italiana: L'eccellenza nel Knowledge Networking.

Siamo la principale Knowledge Networking company in Italia, attiva da oltre 20 anni. Il nostro network rappresenta l'eccellenza nella condivisione di conoscenze e nell'agevolazione delle interazioni tra professionisti e aziende. Comunicazione Italiana fornisce un ambiente di apprendimento collaborativo, in cui C-Level Manager provenienti da diversi settori si incontrano per scambiare esperienze e informazioni, ampliando le proprie competenze e creando opportunità di crescita personale e professionale. La nostra struttura organizzativa si compone di due entità distinte: una Società specializzata nel Knowledge Networking for Business e un'Associazione focalizzata sul Knowledge Networking for Advocacy. Queste due anime si incontrano nello Studio "phygital" Community House, il luogo dedicato agli Associati. È qui che le menti più brillanti si riuniscono in Eventi per collaborare, creare sinergie e sviluppare relazioni strategiche. Attraverso la nostra vasta gamma di attività, appuntamenti ed esperienze, vogliamo influenzare le "decisioni" e le "opinioni" dei nostri pubblici e stakeholders, promuovendo la sostenibilità economica, sociale ed ambientale del Paese. Unisciti a noi per ampliare le tue opportunità, ispirare il cambiamento e raggiungere nuovi traguardi nel tuo business e nel mondo delle relazioni.

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"Biden non ha mai avuto il covid. Ora dimenticherà di essersi ritirato". Donald Trump tra accuse e colpi bassi contro Joe Biden. Il candidato repubblicano alle elezioni del 5 novembre 2024 si scatena sul social Truth dopo l'annuncio del presidente Biden, che ha formalizzato la rinuncia alla candidatura. Trump, facendosi portavoce delle istanze repu...

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"Con il titolo 'Resistenza' volevamo esprimere il senso di resilienza, la capacità del nostro settore vino di affrontare sfide anche difficili che rischiano di compromettere il sistema. E purtroppo sono molto gravi quelle che stanno arrivando in questi ultimi mesi e anni, in particolare di tipo politico, con campagne proibizioniste che vorrebbero e...

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"Presentiamo un bilancio di sostenibilità 2023 che ha degli indicatori in crescita rispetto all'anno precedente. Stiamo parlando in particolare dei 35 milioni di euro distribuiti come come risorse al territorio per effetto delle nostre attività e per effetto soprattutto degli ordinativi che noi abbiamo fatto con fornitori locali che sono in forte c...

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Trump: "Biden non ha il covid, oggi dimenticherà di essersi ritirato"

(Adnkronos) - "Biden non ha mai avuto il covid. Ora dimenticherà di essersi ritirato". Donald Trump tra accuse e colpi bassi contro Joe Biden. Il candidato repubblicano alle elezioni del 5 novembre 2024 si scatena sul social Truth dopo l'annuncio del presidente Biden, che ha formalizzato la rinuncia alla candidatura. Trump, facendosi portavoce delle istanze repubblicane, chiede a gran voce le dimissioni immediate di Biden, che intende invece portare a termine il proprio mandato alla Casa Bianca. "Chi sta guidando il nostro Paese in questo momento? Non il corrotto Joe, che non ha idea di dove si trovi. Se non può correre per la presidenza, non può guidare il nostro Paese", scrive il tycoon, che nella domenica americana ha pubblicato una raffica di messaggi.  "Non è finita! Domani il corrotto Joe Biden si sveglierà e dimenticherà di essersi ritirato dalla corsa", attacca l'ex presidente, convinto che Biden non sia in isolamento per il covid e che abbia diffuso la notizia della positività solo per poter 'fuggire': "Biden non ha mai avuto il covid, è una minaccia per la democrazia".

Vino, Torcoli ('Civiltà del bere'): "Sfide difficili per il settore ma il sistema ha i suoi anticorpi"

(Adnkronos) - "Con il titolo 'Resistenza' volevamo esprimere il senso di resilienza, la capacità del nostro settore vino di affrontare sfide anche difficili che rischiano di compromettere il sistema. E purtroppo sono molto gravi quelle che stanno arrivando in questi ultimi mesi e anni, in particolare di tipo politico, con campagne proibizioniste che vorrebbero equipararlo all’alcool facendo un discorso semplicistico e salutistico". Così Alessandro Torcoli, direttore ‘Civiltà del bere’, testata che organizza la manifestazione VinoVip, commenta il titolo dato alla 14ma edizione che si è svolta nei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo. Resistenza e resilienza della 'civiltà del bere' sono state, infatti, le tematiche al centro del talk che si è svolto nell'ambito di VinoVip Cortina 2024. La due giorni, organizzata dalla rivista 'Civiltà del bere', ha portato le eccellenze e i grandi nomi del vino italiano nella 'perla delle Dolomiti' con momenti di discussione, approfondimenti e degustazioni delle migliori etichette.  Il talk, dal titolo volutamente provocatorio, 'Resistenza!', aveva proprio l’obiettivo di andare a mettere luce su tematiche del settore che interessano tutti gli addetti ai lavori, dai produttori ai comunicatori, passando per le figure più tecniche, fino agli stessi consumatori. “Oggi la capacità di resilienza del comparto vinicolo italiano è messa a dura prova, condizionata da forze politiche, economiche e sociali che non sembrano considerare il vino quell’elemento centrale della cultura occidentale qual è stato per secoli. Da qui la necessità di comprendere quali siano le strategie migliori per contrastarle”, commenta il direttore di 'Civiltà del bere'.  "Chiaramente senza negare il problema, è anche molto importante - avverte - inquadrare il vino culturalmente, come un elemento della nostra civiltà e dei molti paesi che in questa bevanda hanno visto un veicolo di cultura, di convivialità, di benessere, quindi tutt’altro che il problema salutistico ma, all’opposto, un modo per stare meglio. Ovviamente 'est modus in rebus', dipende tutto dalla moderazione, che è un elemento fondamentale. Come contrastare certe politiche? Sicuramente mantenendo il vino nell’alveo intellettuale, culturale, del prestigio di questa bevanda, e continuare quindi a parlarne, a coinvolgere le persone, a raccontarlo, perché comunque è un prodotto che va spiegato, è un prodotto complesso, sempre più intellettuale".  "Poi, il sistema - spiega - ha comunque dei suoi anticorpi. Le aziende del vino sono piuttosto solide, appartengono a distretti, che, come abbiamo evidenziato, sono uno degli elementi fondamentali della tenuta del settore. In Italia non si parla solo di un vino, di un produttore che fa un prodotto di eccellenza, ma di un vero e proprio sistema che ha dei punti di forza davvero importanti che coinvolgono una filiera e tantissima popolazione. D’altro canto, ci sono anche problemi di tipo economico, di marketing e di mercato, perché le guerre e tutto quello che stiamo vedendo in questi mesi non aiuta il commercio di una bevanda che, se vogliamo, è superflua e di svago. Per questo le aziende si stanno attrezzando per aprire nuovi mercati, per proporsi a chi ha voglia di ascoltare il messaggio del vino, che è sempre stato affascinante nei secoli e ancora una volta di inserirlo nei desiderata delle persone". "Un altro tema che abbiamo affrontato - prosegue il direttore di 'Civiltà del bere' - è quello del cambiamento climatico, che è un tema viticolo, di organizzazione delle imprese, per fare in modo di essere pronte agli stravolgimenti veri e propri che la natura ormai ci presenta e ci ha abituato a incontrare di stagione in stagione, e infatti non ce ne è una uguale all’altra".  "E' vero che si può parlare in generale di un innalzamento delle temperature, ma non è quello - rimarca - il problema più profondo; è proprio una imprevedibilità degli eventi atmosferici, e in questo l’agronomia e la viticoltura stanno cambiando e si stanno attrezzando per essere sempre più pronte di stagione in stagione. Sappiamo che il vino ha un ciclo annuale stagionale, dalla fioritura della vite alla raccolta, alla vendemmia, e sono mesi molto importanti ciascuno con le sue fasi fondamentali, per cui se grandina in un certo momento è un disastro e siccome sta accadendo sempre più spesso bisogna organizzarsi per sapere che, se dovesse accadere, c’è un sistema per limitare i danni. E così per tantissime altre questioni viticole". Ad aprire il dibattito è stato Luigi Moio, presidente Oiv, professore di enologia all'Università degli studi di Napoli 'Federico II' ed enologo e titolare della 'Cantina Quintodecimo', sottolineando, con il suo intervento 'Una battaglia culturale, una battaglia di civiltà', come sia necessario resistere agli attacchi culturali di chi non considera il vino un baluardo di civiltà ma lo identifica in modo semplicistico con l’alcol, oltre che la necessità di trasparenza per un consumo più consapevole. “In tempi recenti il vino ha avuto una grandissima accelerazione: tanti si sono avvicinati a questo mondo perché era di tendenza e tanti si sono ritrovati a fare vino, ma senza verificare le scienze agrarie e senza una forte competenza. Questa grande attenzione ha anche reso il vino sempre più oggetto di campagne proibizioniste e a volte, per difenderlo, abbiamo rischiato dei gravi danni di comunicazione. Il vino è una delle invenzioni più belle dell’uomo, ma l’alcol è nocivo, questo ormai è assodato ed è necessario essere trasparenti e dirlo in modo chiaro e semplice, incentivando un consumo consapevole alla base, senza arrivare a demonizzare l’intero prodotto". Da Andrea Lonardi, Master of Wine e Ceo di Marilisa Allegrini, focus sulla necessità di sintonizzare il brand con il tempo presente e futuro: “Oggi la politica del marketing è quella del mix, fatta di metodo, preparazione e tempo. Dobbiamo approfondire i cambiamenti, senza limitarci a parlare di quello climatico o delle preferenze dei consumatori. Oggi si parla sempre più di vocazionalità e di monovitigno, viviamo una crisi della soddisfazione edonistica del vino perché non è più di moda, i vini bianchi di collina e di montagna lasciano il passo ai vini bianchi del mare, i vini rossi di qualità devono essere consumati a temperatura diversa, le bolle di qualità diventano sempre più gastronomiche. La verità è che ciò che cambia oggi è la velocità dei cambiamenti e per questo occorre essere alternativi e contemporanei e avere il coraggio di auto-valutarsi in maniera intima per sintonizzarci con il presente e con il futuro”.  A intervenire nel dibattito poi Giovanni Bigot, agronomo, consulente e ricercatore esperto in viticoltura biologica, focalizzandosi sulla forza della biodiversità e sulla necessità di preservare la genetica dei vitigni che si sono adattati a un particolare terroir: “Oggi va trasmessa una cultura viticola che ponga il terreno al centro di tutto. Quando un vitigno si adatta a un terroir diverso rispetto al solito, questa capacità viene trasferita alla progenie: ecco perché lo studio e la conservazione della genetica del vitigno in seguito al suo adattamento permette di organizzare al meglio il patrimonio viticolo mondiale. Non possiamo pensare di perdere questo bagaglio di gran valore". Il convegno si è concluso con il focus di Eugenio Pomàrici, professore ordinario dell’Università di Padova ed esperto italiano Oiv, sulla resilienza dei distretti viticoli e sulla forza delle piccole aziende: “Per distretto si intende un'area industriale caratterizzata da piccole e medie realtà con propensione a un agire sinergico. Al contrario, di quello che siamo abituati a pensare, questa struttura frammentata è stata elemento di forza: di fronte alle difficoltà il grande gruppo imprenditoriale spesso sceglie di dislocare la produzione, ma il piccolo produttore resiste, mantenendo il vigneto, magari cambiando prospettiva e migliorandosi".  VinoVip Cortina ha poi ospitato i tasting, a partire dalla conferenza con degustazione 'Cabernet vs Cabernet', con 31 aziende protagoniste, tenuta da tre grandi esperti di caratura internazionale: Pierre Seillan (winemaker di Jackson Family Wines), Luigi Bavaresco (professore di Viticoltura all’Università Cattolica di Piacenza e membro Oiv), Paolo Bomben (enologo del centro di ricerca di Vivai Cooperativi Rauscedo). Poi, il walk around tasting a 2123 m di altezza al Rifugio Faloria, dove 61 aziende hanno presentato i loro vini al Wine Tasting delle Aquile. La quattordicesima edizione di VinoVip Cortina si è conclusa con oltre 600 ospiti, tra operatori del settore e appassionati, e più di 900 bottiglie stappate. Il prossimo appuntamento con VinoVip è a Forte del Marmi nel 2025. "VinoVip è una manifestazione nata biennale nel 1997 proprio a Cortina. Da qualche anno è diventata annuale perché alterniamo la montagna al mare, quindi l’anno prossimo saremo a Forte dei Marmi con l’edizione marittima e poi nel 2026 si torna a Cortina in un anno speciale che è quello delle Olimpiadi Milano-Cortina. Peraltro, la nostra rivista ha base a Milano e noi organizziamo tanti eventi anche nella nostra città, per cui quell’anno sarà veramente molto importante per ‘Civiltà del bere’, conclude Torcoli.

A2A, Spadoni: "Bilancio sostenibilità in crescita"

(Adnkronos) - "Presentiamo un bilancio di sostenibilità 2023 che ha degli indicatori in crescita rispetto all'anno precedente. Stiamo parlando in particolare dei 35 milioni di euro distribuiti come come risorse al territorio per effetto delle nostre attività e per effetto soprattutto degli ordinativi che noi abbiamo fatto con fornitori locali che sono in forte crescita". Lo ha detto Lorenzo Spadoni, direttore generazione & trading di A2A, a margine della presentazione a Brindisi del terzo bilancio di sostenibilità territoriale della Puglia. Un bilancio in cui si annota “oltre il 50% di investimenti in infrastrutture per oltre 9 milioni di euro: anche questo in crescita soprattutto nella filiera ambiente e nella filiera energia”, ha continuato spiegando che “nella filiera ambiente siamo attivi con diversi impianti in Puglia”.  Della filiera energia fa parte l'impianto di Brindisi “diventato importante per la gestione della transizione energetica soprattutto per assicurare alla rete elettrica- ha proseguito Spadoni- dei servizi fondamentali quali la regolazione di tensione che noi facciamo qui con generatori sincroni”. Il direttore ha anche annunciato che A2A ha “progetti su questo sito per ampliare ulteriormente la capacità di flessibilizzazione del sistema investimenti, programmati nel campo delle delle Bes, le batterie degli storici elettrici e il potenziamento dell'impianto fotovoltaico”. "Noi intendiamo mantenere e ampliare il nostro impegno in Puglia con investimenti e con altri investimenti in infrastrutture". Ha assicurato Spadoni. “Vogliamo aumentare la nostra capacità di generare valore sostenibile per il territorio”, ha aggiunto evidenziando che “è tradizione” per A2A “lavorare con le imprese del territorio”. “Da una parte - ha puntualizzato- dobbiamo entrare nelle programmazioni degli Enti locali, delle istituzioni mentre dall'altra parte, vogliamo costituire una rete di partner locali che ci aiutino a raggiungere i nostri obiettivi”. Un indicatore importante delle attività di A2A “è per esempio che già oggi evitiamo l'emissione di 150mila tonnellate l'anno di CO2 per effetto della nostra attività”, ha sottolineato Spadoni evidenziando che “noi vogliamo incrementare questo dato e la nostra eh presenza la nostra questo territorio”.