AI & Content
Augmented content: governare l’AI senza smarrire il tone of voice
di Paolo Maria Bartolo, Account Manager, Revenue Executive / Volocom
Il Tavolo Tematico ha acceso il confronto su uno dei temi oggi più centrali per
aziende e professionisti della comunicazione: come integrare l’intelligenza artificiale
nei processi di produzione dei contenuti senza perdere autenticità, identità e
riconoscibilità del brand.
Dal dibattito tra realtà appartenenti a settori molto diversi, dalla finanza al food,
dalle telecomunicazioni alla media intelligence, è emerso come l’AI sia ormai uno
strumento concreto nelle attività quotidiane di comunicazione, customer care e
gestione dei contenuti. I partecipanti hanno condiviso esperienze legate all’utilizzo
dell’intelligenza artificiale per velocizzare processi operativi, sintetizzare
informazioni, personalizzare le interazioni e supportare l’analisi di grandi quantità di
dati e contenuti.
Allo stesso tempo, il tavolo ha evidenziato una posizione comune. L’AI rappresenta
un acceleratore, ma non un sostituto dell’intelligenza umana. Nei contesti più
regolamentati, come finanza ed energia, il controllo umano resta fondamentale per
garantire correttezza, compliance e coerenza narrativa. È emersa inoltre la necessità
di definire linee guida, workflow di revisione e modelli di governance chiari,
soprattutto per evitare utilizzi superficiali degli strumenti generativi o un’eccessiva
omologazione del linguaggio.
Uno dei temi più rilevanti del confronto è stato il tone of voice come asset distintivo
del brand. Dall’utilizzo di chatbot evoluti fino agli avatar digitali e ai fictional
character impiegati nei customer service, è emersa l’importanza di mantenere una
comunicazione coerente, riconoscibile e autentica su tutti i touchpoint. Se l’AI può
contribuire a rendere i processi più rapidi ed efficienti, autenticità, sensibilità e
visione strategica restano elementi profondamente umani.
Hanno partecipato:
