
L’amministrazione di Donald Trump sarebbe sempre più vicina a un conflitto su larga scala in Medio Oriente di quanto appaia all’opinione pubblica americana, ed è possibile che un’operazione militare contro l’Iran possa iniziare "molto presto". Secondo quanto riferito da fonti ad Axios, non si tratterebbe di un’azione mirata come quella condotta in Venezuela, ma di una campagna massiccia e prolungata, potenzialmente congiunta con Israele, più ampia e con implicazioni esistenziali per il regime di Teheran rispetto alla guerra di 12 giorni guidata da Israele la scorsa estate. Secondo fonti israeliane, il governo di Benjamin Netanyahu si starebbe preparando a uno scenario di guerra "entro pochi giorni", mentre a Washington le valutazioni sui tempi divergono: alcuni parlano di settimane, altri di un orizzonte più ravvicinato. "Il capo si sta spazientendo", ha affermato un consigliere di Trump, stimando al 90% la probabilità di un’azione militare nelle prossime settimane in assenza di progressi diplomatici. Downing Street ha reso noto che il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su diverse questioni e in particolare sull'Iran, dopo il secondo round di colloqui tra inviati americani e iraniani a Ginevra. ''I due leader hanno confermato il loro impegno comune a promuovere la stabilità e la pace in Medio Oriente. Hanno discusso dei colloqui in corso tra Stati Uniti e Iran a Ginevra sul programma nucleare iraniano'', si legge nella nota. ''Entrambi hanno concordato sul fatto che l'Iran non dovrà mai essere in grado di sviluppare un'arma nucleare e hanno ribadito la necessità di collaborare strettamente con alleati e partner per migliorare la sicurezza regionale", prosegue la nota.
