Deromedis: "Io ultima medaglia azzurra a Milano Cortina? Farò la mia gara senza pensarci"

Il filo conduttore è la velocità. In pista e fuori. Corre veloce Simone Deromedis, punta di diamante dello ski cross azzurro, pronto al debutto a Milano Cortina 2026. Nato a Trento il 2 aprile 2000, potrebbe essere proprio lui a regalare all’Italia una delle ultime medaglie delle Olimpiadi in casa. “Sarò tra gli ultimi a gareggiare, ma sono tranquillo. Mi sento in forma. Farò la mia gara senza pensarci troppo”, racconta sorridendo all’Adnkronos al termine della visita a Casa Italia Livigno, quartier generale degli azzurri in Valtellina. Tra salti, gobbe e curve paraboliche, il 25enne trentino trasmette sicurezza. E non nasconde la voglia di sognare. Deromedis è uno degli atleti più quotati per la gara di domani. È stato il primo azzurro a conquistare un titolo mondiale nel freestyle italiano, l’oro nello ski cross a Bakuriani, in Georgia (arrivato dopo il quinto posto alle Olimpiadi di Pechino 2022). Un traguardo storico, primo grande sogno realizzato in carriera. Mentre all’orizzonte restano altri obiettivi prestigiosi, come una medaglia olimpica e la Sfera di Cristallo. “Il clima dei Giochi è sempre speciale. Livigno è in festa, è tutto bellissimo. In albergo si respira un’atmosfera un po’ meno intensa rispetto al Villaggio Olimpico, ma resta comunque qualcosa di unico”. La storia di Simone comincia con lo sci alpino, a Predaia, in Val di Non (“dove c’è solo uno skilift”). Con una naturale inclinazione per salti e discipline veloci, senza paura di rischiare. A 16 anni la svolta, con lo ski cross al Trofeo Topolino di Folgaria. Un nuovo inizio.  “Lo sport è il mio grande amore, anche fuori dalla pista. Mi diverto con gli sci, in bici, con l’outdoor. Ho provato di tutto”. Adrenalina prima fonte di energia: “La velocità mi è sempre piaciuta. Ho anche una passione per i motori”. Per lui e per i compagni, questi giorni olimpici sono stati una festa condivisa. “Ho seguito altre gare, qualche sera fa siamo andati allo Snow Park per sostenere Flora Tabanelli. Abbiamo cercato di caricarla, è stato bellissimo, un grande evento. Siamo passati anche a Predazzo per gli allenamenti e abbiamo visto i trampolini. Uno spettacolo”. Occasioni per stringere nuovi legami e rinsaldare i vecchi. “Sono Olimpiadi da record, con tante medaglie emozionanti. Se devo sceglierne due, dico l’argento di Giovanni Franzoni in discesa libera e il bronzo di Flora nel big air, anche perché mi sento molto vicino a loro. Sono stati eccezionali”. La carica, per domani, potrebbe arrivare anche da qui. Amicizie olimpiche. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)