Askatasuna, centrosinistra unito: "Condanna scontri, più fondi ad agenti, no a 'leggi speciali'"

"Ferma condanna delle violenze", proposte per "a rafforzare i presìdi di polizia" compreso il rientro degli agenti dai centri in Albania, no a 'leggi speciali', tramite decretazione d'urgenza o qualsivoglia iniziativa legislativa, che preveda una "limitazione del diritto costituzionalmente garantito di manifestazione del proprio pensiero attraverso provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale". Sono i punti salienti della risoluzione unitaria di Pd, M5S, Avs e Iv presentata al Senato per le comunicazioni del ministro Matteo Piantedosi sui fatti di Torino. Questi i punti -sono 11- in cui si chiede un impegno al governo: "A non fare ricorso in materia di ordine pubblico allo strumento della decretazione d’urgenza, ferma restando la necessità di intervenire a tutela della sicurezza dei cittadini, privilegiando piuttosto veicoli normativi di iniziativa parlamentare che possano consentire un reale confronto democratico a salvaguardia dei diritti e dei limiti previsti dalla Costituzione".  "Ad esprimere ferma condanna agli episodi di inqualificabile violenza perpetrata e, nel contempo, a manifestare massima solidarietà e vicinanza agli agenti delle Forze dell’Ordine coinvolti. Ad assumere, quale obiettivo imprescindibile, reperendo a tal fine le correlate risorse economiche, il completamento della pianta organica delle forze di pubblica sicurezza ben oltre il semplice turnover nonché l’adeguamento e il potenziamento dei mezzi, delle dotazioni personali e strumentali di sicurezza degli agenti, e dei servizi logistici".  La mozione del centrosinistra impegna inoltre il governo "a rafforzare i presìdi di polizia nell’ambito del territorio nazionale, anche sulla base di valutazioni correlate agli indici di criminalità e di vulnerabilità sociale delle aree. A richiamare gli agenti attualmente inviati in Albania, in un centro totalmente inutile, per utilizzare la loro presenza e competenza a difesa della sicurezza nel territorio italiano". ; "Ad isolare e controllare, nelle manifestazioni quei gruppi che agiscono violentemente allo scopo di assalire e devastare, scongiurando ogni pretestuosa ipotesi di stretta repressiva finalizzata alla limitazione o contrazione del diritto di libera manifestazione, di cui all’articolo 17 della Costituzione. Ad astenersi da qualsivoglia iniziativa legislativa volta a prevedere una limitazione del diritto costituzionalmente garantito di manifestazione del proprio pensiero attraverso provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale che esulino rispetto al procedimento previsto dall’articolo 13, comma 3, della Costituzione al fine di garantire la non arbitrarietà di tali misure".  "A reintrodurre la procedibilità d’ufficio per quei reati di particolare disvalore sociale, come alcune fattispecie di furto aggravato, al fine di evitare di far gravare sulle vittime l’onere di proporre querela. A intervenire al fine di abrogare alcune recenti norme contenute nel c.d. decreto Nordio che rendono inefficace e ostacolano l’azione sulla sicurezza. A escludere ogni tentativo di introdurre incostituzionali ipotesi di versamento di cauzioni per gli organizzatori delle manifestazioni, per non penalizzare ingiustamente chi manifesta in modo libero e civile usando il pretesto di facinorosi che non si è in grado di controllare".  "Ad astenersi dall’adozione di misure speciali che prevedano limitazioni o immunità procedimentali rispetto alla valutazione dell’operato delle Forze dell’ordine; da evitare, in ossequio al principio di uguaglianza di cui all’articolo 3, anche in ragione delle modifiche intervenute con il D.Lgs. 150/2022 relativamente all’articolo 335 del codice di procedura penale, l’esclusione dall’iscrizione nel registro degli indagati qualora sussistano cause di giustificazione con riguardo esclusivo alle forze dell’ordine ma a valutare se del caso eventuali interventi di portata generale". La mossa di Giorgia Meloni, letta dalle opposizioni come un bluff per tentare di dividere il campo progressista, finisce per compattarlo e per produrre, cosa poco usuale, un documento unitario. E su un tema dirimente e delicato, come la sicurezza. "Abbiamo dato segnale di unità importante", mentre "si spaccano con Vannacci, che sarà un problema per Meloni, noi costruiamo l'alternativa". I capigruppo di Pd, M5S, Avs e Iv - Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, Peppe De Cristofaro e Raffaella Paita- sintetizzano così, incontrando i cronisti, il senso della risoluzione unitari. Un testo che non verrà messo ai voti, visto che al Senato una volta approvata la mozione di maggioranza, quella di minoranza decade. Ma un segnale politico che le opposizioni intendono rimarcare.  "Volevano coprire il loro fallimento clamoroso sulla sicurezza, il fallimento del governo 'legge e ordine', strumentalizzando quanto accaduto a Torino contro le opposizioni. Tentativo rispedito al mittente", dicono i capigruppo del centrosinistra.  "Ciò che è accaduto a Torino -argomenta Patuanelli- è oggettivamente inaccettabile. È chiaro che questo viene strumentalmente utilizzato dalla destra per pensare a misure restrittive delle libertà personali, della possibilità di manifestare democraticamente il proprio dissenso verso il governo". Da parte delle opposizioni, aggiunge il capogruppo M5S, arriva "un segnale unità importante. Mentre la destra si spacca, il centrosinistra unita prepara l'alterantiva per il governo del Paese".  E poi Paita di Iv: "Noi con questo risultato di unità, proprio nel giorno in cui loro si aspettavano le divisioni, abbiamo raggiunto tre scopi. Il primo, quello di condannare con fermezza, senza ambiguità, senza se e senza ma, quello che è accaduto. Il secondo scopo, di svelare il fatto che loro hanno fallito sul tema della sicurezza. Il terzo scopo, lanciare un messaggio molto chiaro: noi ci siamo, il centrosinistra c'è, il centrosinistra è unito e il giorno in cui la destra si spacca con Vannacci, il centrosinistra trova il primo punto di quadratura del cerchio su una questione fondamentale come la sicurezza per i cittadini. E ora siamo pronti a lanciare la sfida a questo governo". Aggiunge De Cristofaro di Avs: "Respingiamo il tentativo di usare episodi come quello di Torino per dar vita a una vera e propria stretta sui diritti e sulle libertà costituzionali. Questa cosa non è accettabile. Nessuno provi ad utilizzare il fatto di Torino come la tempesta perfetta per mettere mano ai diritti di tutti quanti noi".  Conclude il capogruppo del Pd, Francesco Boccia: "Di fronte alle forzature istituzionali di queste ore e al tentativo di strumentalizzare un tema così delicato come la sicurezza per incendiare il paese e coprire i fallimenti del governo Meloni, le opposizioni hanno presentato una risoluzione unitaria sui fatti di Torino che condanna con fermezza le violenze, esprime piena solidarietà alle forze dell'ordine ferite e ribadisce la fiducia nel lavoro della magistratura". E aggiunge: "Il testo riafferma che la sicurezza è un valore non negoziabile e che va costruita nel pieno rispetto della Costituzione, rafforzando organici, mezzi e formazione delle forze dell'ordine e tutelando il diritto di manifestare pacificamente. Di fronte ai fallimenti del Governo sulla sicurezza reale, la maggioranza alimenta lo scontro e usa la paura come strumento politico, invece di cercare unità e soluzioni concrete". E Azione? Risponde Paita di Iv: "Non mi pare faccia parte del centrosinistra".