
"Ieri pomeriggio su Rai due ospite di Bellama' abbiamo cantato Sal da Vinci con un'orchestra. Semplicemente la canzone. Nulla che c'entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri. Ma non va bene. Perché? Perché siamo omosessuali di destra? E gli omosessuali non possono esserlo. I commenti parlano chiaro". Così Tommaso Cerno, durante la puntata di oggi della striscia quotidiana '2 di Picche' su Rai2, parla dei commenti arrivati dopo la puntata di ieri, ospite del programma di Pierluigi Diaco. "Una dose di omofobia - afferma il direttore del 'Giornale' - che a me non fa né caldo né freddo, ma che volevo citare per spiegare come siamo ridotti in questo Paese: 'Che schifo. Non c'è niente che mi fa più schifo dei froci di destra che cantano'", riporta il giornalista. "Voi direte un giudizio legittimo. Questo lo posso dire io che vengo criticato perché non sono abbastanza politicamente corretto ma - sostiene Cerno - non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone". "Stupido e senza senso chi ha fatto un commento del genere. Non c'entra nulla essere di destra o di sinistra facciamo tutti parte di una stessa comunità a prescindere del colore politico, siamo omosessuali. Ed esprimo la mia solidarietà a Diaco e Cerno per aver ricevuto un insulto così pesante". Così all'Adnkronos Mario Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli, in merito a quando denunciato da Tommaso Cerno. "L'uso delle parole 'froci di destra' è una vergogna - continua Colamarino - il colore politico non ha nulla a che vedere con l'orientamento sessuale. A mio avviso la questione è che l'Italia ha un problema con il fatto che due uomini o due donne si possano amare". "Esprimo piena solidarietà a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per i vergognosi attacchi omofobi di cui sono stati oggetto nelle ultime ore. La critica è sempre legittima in una democrazia; l’insulto fondato sull’orientamento sessuale delle persone non lo è mai. Colpire due professionisti per ciò che sono, anziché per ciò che fanno o dicono, rappresenta un segnale preoccupante di regressione nel dibattito pubblico. Mi auguro che Cerno e Diaco non vengano lasciati soli, tanto meno perché percepiti come non allineati: il pluralismo e il rispetto delle persone sono valori essenziali del servizio pubblico e devono valere per tutti", afferma il consigliere d'amministrazione Rai Federica Frangi. "Devo dare ragione a Cerno, purtroppo, la solidarietà da una parte politica è selettiva. Quanto succede a Cerno è grave, ma Cerno non è uno debole, persone come lui hanno le spalle per difendersi, non così altri, penso ad esempio alla vicenda delle giocatrici iraniane in Australia, un caso drammatico su cui, abbiamo visto, le femministe nostrane non hanno fatto alcun commento". Così Francesca Pascale, attivista per i diritti. "Ci sono comunisti che preferiscono andare in piazza, pro-pal che attaccano i poliziotti", conclude. "Cerno non ha bisogno di essere difeso dal sottoscritto, ha spalle grosse e pelo sullo stomaco, certo che quanto dice è una verità" perché la sinistra difende solo la sinistra...". Lo dice all'AdnKronos, il sindaco leghista di Carlino, in Friuli Venezia Giulia, Loris Bazzo, il 47enne agli onori della cronaca in questi giorni per il matrimonio in vista con il sindaco di Pordenone Alessandro Basso. "La sinistra - sottolinea - è ormai ferma, affacciata al davanzale, guardando lo scorrere del tempo". Posizioni ormai passatiste "anche su altri temi - spiega - . Faccio l'esempio della transizione energetica, che nella mia regione è al centro della politica del centrodestra". "Io e Ale -dice con riferimento al compagno- siamo la prova di come le cose sono cambiate. Salvini e Meloni non si girano altrove se due sindaci di Fdi e della Lega si sposano". "Con Cerno siamo amici, anche se non ci vediamo da un po' per i tanti impegni, ma ha tutta la mia solidarietà, ha detto solo la verità", conclude Bazzo. "Voglio esprimere tutta la mia solidarietà a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per gli insulti omofobi ricevuti''. Così Vladimir Luxuria all'Adnkronos sugli insulti omofobi arrivati ai due giornalisti. "Ho apprezzato molto il fatto che Cerno e altri abbiano fatto coming out - afferma Luxuria - anche perché conosco molti di sinistra che sono omosessuali e che non lo fanno, questa è una contraddizione!''. ''Niente può giustificare l'insulto e le volgarità anzi, chi dice 'frocio' a Cerno o a un altro, solo perché di destra, anche se Cerno - ricorda - ha avuto un passato anche nel Parito Democratico, dimostra di essere omofobo, cioè definisce sé stesso. Tu puoi attaccare una persona sul piano politico, di contenuti e su quello che scrive, ma ridurre tutto a un insulto lo trovo completamente sbagliato''. "E' legittimo invece - prosegue - avere il diritto di dire che esiste una dignità che va difesa come la lotta all'omofobia, la possibilità di essere cittadini come gli altri, il matrimonio ugualitario che a volte entra un po' in contrasto con esponenti dichiaratamente gay e simpatizzanti di quella stessa parte politica che poi, quando ci furono le Unioni Civili, organizzo' un 'Family Day' in forma di protesta''. “Siamo arrivati finalmente alla Verità. L’omofobia sta a sinistra. I social sono pieni di insulti a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco che hanno cantato su Raidue la canzone di Sal da Vinci diventata dibattito per il referendum sulla giustizia ha mostrato il vero volto della sinistra italiana: vanno al gay pride con i palestinesi e Hamas, ma poi scrivono parole offensive quando l’omosessualità non milita per le loro idee politiche. Stanno diventando proprio come i regimi che difendono, mentre il dibattito dimostra che a destra c’è la libertà degli individui e la pluralità delle idee. Non sento né Zan né le famose associazioni pronte ad attaccare il governo e la maggioranza su qualunque parola, sul woke e sul politicamente corretto. Stanno invece zitti quando gli insulti arrivano dalla loro parte. Cerno e Diaco contro questa omofobia che ha natura politica e che dimostra che la libertà oggi non sta da tempo a sinistra. Patetiche poi le critiche all’equilibratissimo programma Farwest", dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.
