Salvini: "Vannacci capitolo chiuso. I cortei? La cauzione non sarà nel decreto sicurezza ma va fatta"

"Per me è il capitolo chiuso". Matteo Salvini liquida così l'argomento Vannacci all'indomani della decisione del generale di lasciare la Lega. "Ne ho visti tanti - aggiunge il segretario - che non hanno mantenuto la parola, che non hanno mantenuto gli impegni. Cito il titolo di un libro di una grande italiana scomparsa, ahimè, nelle ultime ore, la professoressa Parsi, con un libro che si intitolava 'Ingrati'. Non ci rimango più male, mi passa dopo qualche ora, stanotte ho dormito sereno". "Capitolo chiuso, la Lega c'era prima, c'è, più forte. Non so se per reazione, però il tesseramento online da ieri a oggi ha superato quota mille. Quindi magari c'è anche gente per cui termini un po' desueti (onore, lealtà, rispetto, fiducia, stretta di mano) significano ancora qualcosa. Poi non vorrò mai male a nessuno, non auguro male a nessuno, non porto rancore, non porto acrimonia, ognuno fa le sue scelte. Io mi tengo ben la mia comunità che è protagonista del cambiamento dell'Italia. "Quindi - ribadisce Salvini - non è il primo che se ne è andato prendendo i voti, tenendosi il seggio e mancando di rispetto agli elettori, non sarà l'ultimo. Mi preoccupa? No, mi spiace umanamente sì, perché mi fidavo, perché ci credevo, perché l'ho accolto, ripeto, mentre tutto il resto del mondo lo attaccava. Amen. Cosa fatta, capo ha. Non ho nessun tipo di preoccupazione" su eventuali conseguenze negative per il centrodestra a livello elettorale. Tuttavia il generale si tira dietro già i primi adepti. "Seguirò Roberto Vannacci in Futuro Nazionale, perché il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche. Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano", annuncia su Facebook il deputato Emanuele Pozzolo, già in Fdi e poi nel Misto dopo la condanna a un anno e tre mesi per lo sparo di Capodanno a una festa dove fu colpito un uomo. "Non è più tempo di una destra che chiede scusa e chiede permesso, che cerca legittimazione negli altri", scrive spiegando la sua adesione al partito dell'ex generale. "Cauzione per le manifestazioni entro fine legislatura" Salvini ha parlato anche della stretta sulle manifestazioni, annunciando tuttavia che la cauzione per i corte "non penso che possa rientrare nel decreto sicurezza per il carattere di necessità e urgenza, ma è uno dei temi su cui entro la fine della legislatura puntiamo", ha insistito il vicepresidente del Consiglio. Quanto al ponte sullo Stretto di Messina e al decreto atteso nel prossimo Consiglio dei ministri il ministro ha chiarito che "non c'è mai stata nessuna norma che limitava i poteri di controllo della Corte dei Conti, anche perché sarebbe illegale, illegittima, impossibile - ha spiegato - . È incredibile che sia uscito negli scorsi giorni un documento a firma dell'Associazione nazionale dei magistrati contabili che contestava delle norme di un decreto che devo firmare io senza che il decreto fosse stato scritto. Quella norma non c'è mai stata e non è che io ritirerò quella norma. Nessuno ha mai pensato a quella norma, anche perché non avrei potuto farla. Non posso dire alla Corte dei Conti controlla il documento A, ma non controllare il documento B. Perché è impossibile". "E per quello che riguarda il commissario, siccome ho letto polemiche anche di gente che non sa, perché ho letto sui giornali che Ciucci è l'amministratore delegato di una società privata, Stretto di Messina, una società interamente pubblica, è totalmente controllata dal pubblico. Qui -ha aggiunto il vicepremier- non c'è nessun conflitto di interesse, ma onde togliere, come sul referendum sulla giustizia, terreno a quelli che inventano anche le cose che non ci sono, ci facciamo carico noi al ministero di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei Conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e per avviare finalmente i cantieri. Quindi -ha concluso Salvini- questo sarà il contenuto del decreto di cui ho parlato, fra gli altri, anche per dovere, per rispetto, col Presidente della Repubblica: abbiamo parlato di decreto e di Olimpiadi, null'altro".  Quanto alle Olimpiadi che si stanno per aprire "sono orgoglioso del fatto che gli atleti che stanno dormendo al Villaggio olimpico di Milano che abbiamo costruito e accompagnato, stiano dicendo che rispetto ad altri Villaggi olimpici - non faccio riferimento ai letti in cartone di Parigi non volevo fare riferimento assolutamente a nessuno - è un Villaggio olimpico coi letti in legno made in Italy, con palestre, strutture". "E soprattutto -ha aggiunto- 1.700 posti letto in camere singole e doppie che queste notti ospitano i vincitori degli ori olimpici, dall'anno accademico 26-27 saranno 1.700 posti letto per studenti fuori sede, con quasi 500 posti convenzionati a Milano a meno di 600 euro al mese e oggi a Milano con 600 euro al mese trovi una brandina nel seminterrato in condivisione con altri tre. E gli altri 1.200 posti letto a una cifra del 25per cento inferiore al prezzo di mercato. Quindi sono orgoglioso perché è qualcosa che noi stiamo realizzando".