Sanremo 2026, Top & Flop della prima serata

La prima serata di Sanremo 2026 tra alti e bassi. I momenti top e flop all’Ariston. Al Festival, si sa, si può entrare Papi e uscire cardinali. Nelle infinite serate del festival ci sono picchi e picchiati, suoni e suonati. Una rassegna di alti e bassi, di esaltazioni e delusioni redatta in diretta durante la serata.  La prima uscita di Laura Pausini è con un vestito a clessidra superfasciante tutto nero, in sintonia con i capelli corvini e in contrasto con la pelle chiarissima. Il pensiero vola a Morticia Addams ma appena la telecamera la inquadra insieme all'abbronzatissimo Carlo Conti prevale l'effetto biscotto Ringo (speriamo che il funzionario alla riconoscibilità dei marchi non si arrabbi). Non si sa se la mano finta che Dargen D'Amico (vestito da parquet a spina, che nemmeno nei migliori cataloghi di interior design) si sfila entrando sul palco sia un'altra citazione della Famiglia Addams. Fatto sta che l'unica a preoccuparsene, alla fine dell'esibizione, chiedendo a Dargen di raccoglierla è Morticia-Pausini. Coincidenze?  Al quarto brano su trenta, in sala stampa si diffonde la voce che Al Bano abbia presentato ricorso al Tar della Liguria per essere riammesso. 'Che fastidio!' tuona dal backstage Ditonellapiaga, che ha cantato in apertura di serata il suo wannabe 'Nuntereggae più'.  Quando la signora Gianna Pratesi, 105 anni, invitata sul palco di Sanremo per omaggiare gli 80 anni della Repubblica e il primo voto delle donne italiane, racconta "la mia famiglia era tutta di sinistra, ho votato per la Repubblica", dietro le quinte dell'Ariston c'è chi cerca subito il numero di Emanuele Filiberto di Savoia, nel caso in cui qualcuno chiedesse la par condicio. E pensare che il direttore artistico aveva appena chiuso, dopo settimane, la querelle sul comico Andrea Pucci.