
Il Pentagono sta presentando al presidente americano Donald Trump una vasta gamma di opzioni di attacco nei confronti dell'Iran, mentre continua a essere valutata la strada diplomatica. Lo scrive il New York Times citando funzionari americani e spiegando che tra gli obiettivi potrebbero esserci i siti missilistici e il programma nucleare di Teheran, già colpito nella guerra dei 12 giorni a giugno. Un funzionario citato dal giornale afferma comunque che le opzioni più probabili restano un attacco informatico o un attacco contro l'apparato di sicurezza interna iraniano che sta usando la forza contro i manifestanti in piazza. Trump sarà informato delle varie opzioni in un briefing oggi, ma in ogni caso, scrive il New York Times, la risposta americana avverrà tra diversi giorni e potrebbe suscitare una rappresaglia iraniana. La Cina intanto fa sapere che si opporrà a "tutte le sanzioni unilaterali illegali". Così in una nota l'ambasciata cinese a Washington dopo che Trump ha annunciato dazi del 25% per qualsiasi Paese che commerci con l'Iran. ''La posizione della Cina contro l'imposizione di dazi indiscriminati è coerente e chiara. Le guerre tariffarie commerciali non hanno vincitori e la coercizione e la pressione non possono risolvere i problemi'', prosegue la nota. ''La Cina adotterà tutte le misure necessarie per proteggere i propri legittimi diritti e interessi". In Iran è tornata la possibilità di effettuare chiamate internazionali da alcuni telefoni cellulari, dopo che le autorità di Teheran hanno imposto un blackout delle comunicazioni mentre le proteste dilagano nel Paese. Lo riferiscono diversi account sui social e media citando un test effettuato dall'Ap.
