
Camminare fa bene al cuore, aiuta a tenere sotto controllo la pressione, contribuisce a ridurre il colesterolo e la glicemia. Il 'Jeffing' è ancor più utile per la salute. Per sfruttarlo, prima, bisogna conoscerlo. Il Jeffing è l'alternanza, nell'attività fisica, tra un'andatura veloce - tenuta anche con la corsa se si è in grado - e un ritmo più compassato, con break in cui si cammina secondo uno schema programmato e non casuale.
Non si tratta, in sostanza, solo di rifiatare quando le energie scarseggiano e c'è bisogno di recuperare. Il sistema è ampiamente utilizzato dai runner, come evidenzia il Washington Post, ma può rivelarsi efficace anche per chi ha obiettivi meno ambiziosi e punta essenzialmente a ottenere benefici per il quadro cardiovascolare. Nella sua accezione più semplice, il Jeffing è una tecnica che alterna pause di camminata a sessioni di corsa per aiutare a prevenire l'affaticamento e aumentare la resistenza. L'approccio più elementare, alla portata di tutti o quasi, è il metodo 30-30: una corsa di 30 secondi e una camminata di 30 secondi. Se la corsa di 30 secondi dovesse rivelarsi troppo impegnativa per un principiante, si può iniziare con un altro schema: 10 secondi di corsa e 50 di camminata nell'arco di un minuto, lo spazio 'contenitore'. Dal livello 10-50 si può progressivamente passare a tabelle più equilbrate: aumentano i secondi di corsa, diminuiscono quelli in cui si cammina. La corsa-camminata è un tipo di allenamento aerobico che, così strutturato, aiuta a migliorare la salute del cuore, afferma Neel Chokshi, direttore medico del programma di cardiologia sportiva e fitness presso la Penn Medicine. "E' un allenamento a intervalli light", dice come riferisce il WP. "I benefici della corsa-camminata rispecchiano quelli dell'allenamento a intervalli generale in termini di miglioramenti che si possono ottenere".
Col tempo, il cuore si adatterà a queste ripetute esposizioni a intensità più elevate, sottolinea l'esperto. L'esercizio consente di aumentare la quantità di sangue pompato a ogni battito cardiaco, con una parallela riduzione della frequenza cardiaca a riposo e un aumento del flusso sanguigno attraverso le arterie. Un altro effetto collaterale e l'aumento dell'efficienza con cui l'organismo utilizza l'ossigeno nell'allenamento. Traduzione, migliora la resistenza con effetti - afferma Chokshi - anche sulla longevità.
I benefici, con il Jeffing, si ottengono con un 'bonus': l'esercizio produce un livello ridotto di stress su muscoli, tendini e legamenti. Non è un dettaglio secondario se si considera che, secondo uno studio del 2019 condotto nei Paesi Bassi, chi si avvicina da neofita all'esercizio fisico è più esposto al rischio di infortuni.
