
"Tutta la famiglia ha combattuto per salvarlo, negli ultimi anni gli sono stata vicina, troppi medicinali, troppi farmaci, sono riuscita a fargli togliere un solo farmaco che gli impediva i movimenti. Davide non voleva morire, non voleva lasciare sua figlia, con la sua morte ha ucciso la sua malattia contro la quale si sentiva impotente". Così all'Adnkronos, Alessia Lionello, figlia del grande Oreste regista, attore, doppiatore, sulla morte del fratello Davide, che ieri sera si è gettato a Roma sotto i binari della metro A. "Davide aveva da tempo una malattia bipolare, aveva continui up e down, era fortemente depresso, era curato in una clinica romana, poteva uscire accompagnato o con uno della famiglia. Non riesco a capire perché si trovasse da solo ieri - aggiunge Alessia, anche lei attrice e doppiatrice, una famiglia di grandi artisti, come la sorella Cristiana, i fratelli Luca e Fabio - Con questa morte, forse, mio fratello ha voluto uccidere la sua stessa malattia, il suo mal di vivere, non aveva più fiducia nella medicina, non aveva più fiducia in se stesso, non aveva più speranza nel suo futuro. Sono convinta che non sia stato seguito e curato come avrebbe dovuto - aggiunge- Ho combattuto, lottato soprattutto negli ultimi anni, per salvare mio fratello, ho parlato con i medici chiedendo aiuto e cercando di cambiare le terapie, non ci sono riuscita. Ho perso".
