
Meloni "ha 4 punti in più di gradimento rispetto all'inizio del mandato e la risposta, il perché, sta nel titolo del libro 'figlia del popolo', perché è riconosciuta come figlia del popolo nella prossemica, nella storia personale". Meloni porta "quella normalità che alla borghesia intellettuale fa storcere il naso, ma piace alla gente". Lo dice Italo Bocchino, durante la presentazione del suo libro 'Giorgia, la figlia del popolo' in corso presso 'Mondadori Bookstore' all'interno della Galleria Sordi, a Roma. Sul palco, con l'autore, anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e Arianna Meloni, capo della segreteria politica di FdI.
Tra gli ospiti anche l'ex ministro della Difesa, Cesare Previti e l'attivista Francesca Pascale, l'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, l'editore dell'AdnKronos, Giuseppe Marra, e l'amministratore delegato del gruppo Angela Antonini. In prima fila tanti i ministri presenti, tra cui il titolare dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, quello per la protezione civile e il mare, Nello Musumeci, la titolare del lavoro, Marina Elvira Calderone, quello della Salute, Orazio Schillaci. Presenti anche numerosi parlamentari di Fratelli d'Italia, come Giovanni Donzelli, responsabile della organizzazione. "Giorgia ha fatto della coerenza la propria cifra, e questo libro lo spiega bene. Giorgia ha accolto le persone in base ai meriti. Lei ha saputo, senza perdere la coerenza di un percorso, ha saputo cogliere le trasformazioni della società, raccogliendo i conservatori italiani, anche quelli senza quella ideologia di partenza che apparteneva a tutta la generazione precedente", le parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo nel corso della presentazione. "Vedere il presidente Gianfranco Fini in prima fila è una bellissima immagine, quelli del Pdl furono anni difficili. Questa è la storia che racconta una comunità, una storia di coerenza, un rapporto costante con gli elettori", ha poi detto Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fdi e responsabile del tesseramento, nel corso della presentazione. "Io e Giorgia - dice ricordando il passato - dormivano capo a piedi alla Garbatella. La politica per noi è stata sempre a contatto con le persone, non abbiamo mai inseguito il consenso". "Il potere per noi è uno strumento" la possibilità di poter cambiare, "il sogno di cambiare questa nazione". "A mia figlia - continua - dico zia è un fenomeno, di quelli che non capitano spesso, ma dietro ha una comunità di uomini e donne". "Quando decidemmo di fare Fratelli d'Italia -ricorda poi- mancavano 40 giorni al voto, avevamo Giorgia, Ignazio, Guido Crosetto, solo 40 giorni per riportare in sicurezza i nostri valori, volevamo tornare in Parlamento per quello in cui la gente ha creduto. I sondaggi ci davano tra lo 0 e l'1, ma poi facemmo l'1,96 e furono nove parlamentari eletti. Fu un bel percorso, noi non ci siamo mai persi d'animo, ma siamo stati sempre coerenti".
