FORMAZIONE NELLE PMI: TEMPI, PRIORITÀ E SOSTENIBILITÀ OPERATIVA

FORMAZIONE NELLE PMI: TEMPI, PRIORITÀ E SOSTENIBILITÀ OPERATIVA
Tavolo Tematico in collaborazione con ALTEN su | Learning & SME | al LEARNING FORUM 2026

Formazione e PMI: da centro di costo a leva strategica

Spunti dal Tavolo “Learning & SME” – Learning Forum del 17 giugno - a cura di Matteo Aliotta, Sales Manager IT Division ALTEN Italia.

Matteo Aliotta


Il confronto emerso durante il tavolo “Learning & SME” del Learning Forum del 17 giugno ha messo in luce una tensione ben nota a chi si occupa di persone nelle PMI: da un lato la spinta sul business e sui risultati immediati, dall’altro la necessità di investire in competenze e sviluppo.

A partire da esperienze molto diverse tra loro, le partecipanti hanno condiviso approcci concreti e criticità comuni, restituendo un quadro piuttosto chiaro di come il ruolo della formazione stia evolvendo anche in contesti meno strutturati.

Una questione prima di tutto culturale

Paola Bruno

Paola Bruno, HR Manager di Domino Infissi, ha aperto la discussione raccontando il percorso di crescita dell’azienda — arrivata oggi a 140 dipendenti — ponendo una domanda centrale: quali resistenze incontrano le PMI quando si parla di formazione?

Il tema è emerso con forza: in molte realtà di dimensioni medio-piccole la formazione fatica a trovare spazio perché percepita come poco allineata alle priorità operative. Spesso prevale l’urgenza del risultato, e tutto ciò che non ha un ritorno immediato rischia di essere considerato secondario.

Da qui la necessità, condivisa da più voci, di rendere evidente il legame tra formazione e impatto sul business, spostando la narrazione da attività accessoria a leva concreta di performance.

La centralità del “su misura”

Valentina Simonetti

In contesti più tecnologici, questo passaggio sembra già avvenuto. Valentina Simonetti, HR Manager di Eudata, ha sottolineato come la formazione sia ormai concepita come un sistema altamente personalizzato.

Non esistono percorsi standard, ma interventi costruiti sulle esigenze reali delle persone e dei team: ad esempio, dal coaching mirato, alla formazione su metodologie Agile e Scrum, allo sviluppo di competenze specifiche richieste dai progetti.

Il punto non è tanto “fare formazione”, quanto progettare esperienze che abbiano una ricaduta diretta sul lavoro quotidiano

Formazione e identità aziendale

Laura Loi

Un’altra prospettiva interessante arriva da Laura Loi di Forno Brisa, gruppo con oltre 330 dipendenti. Qui la formazione non è solo funzionale al ruolo, ma diventa anche uno strumento per trasmettere cultura aziendale.

Accanto alle competenze tecniche, viene dato spazio alla costruzione di una forte identità condivisa. La formazione contribuisce a far capire come si lavora, ma anche perché si lavora in un certo modo, rafforzando il legame con il brand.

È un approccio che evidenzia come l’apprendimento possa incidere anche sul coinvolgimento e sul senso di appartenenza, non solo sulla produttività. 

Strutturare la continuità: il modello academy

Silvia Poli

Silvia Poli, HR Manager di CartOrange, ha portato l’esperienza di un’organizzazione con oltre 400 consulenti distribuiti sul territorio, dove la formazione è necessariamente continua.

La risposta è stata la creazione di un’academy interna, capace di combinare:

  • contenuti on demand

  • momenti in presenza

  • percorsi altamente personalizzati

In un settore in rapido cambiamento come quello del turismo, l’obiettivo è garantire aggiornamento costante e permettere alle persone di offrire un servizio sempre più adeguato al cliente.

Qui la formazione è chiaramente legata alla competitività: migliorare le competenze significa migliorare direttamente l’offerta

Ripensare il ritorno dell’investimento

Sabrina Capraro

A chiudere il confronto, l’intervento di Sabrina Capraro (Coach4U) ha riportato l’attenzione su un nodo trasversale: la difficoltà di far percepire la formazione come investimento.

Secondo la sua esperienza, molto dipende da come i percorsi vengono progettati. Quando la formazione è calata dall’alto o poco concreta, viene facilmente vista come un costo. Al contrario, funziona quando è:

  • esperienziale

  • costruita su misura

  • accompagnata nel tempo

  • arricchita da momenti di confronto e feedback

In particolare, i percorsi di coaching individuale mostrano come lo sviluppo delle persone possa avere effetti tangibili su performance, consapevolezza e capacità decisionale. 

Cosa emerge dal confronto

Al di là delle specificità, alcune indicazioni appaiono condivise:

  • la formazione diventa rilevante quando è collegata agli obiettivi di business

  • i modelli standard lasciano spazio a soluzioni costruite sul contesto

  • la continuità è più efficace degli interventi sporadici

  • il coinvolgimento attivo delle persone aumenta l’impatto

  • l’apprendimento può essere anche uno strumento di cultura e identità 

In sintesi

Il tavolo ha restituito un’immagine della formazione nelle PMI in evoluzione. Non più solo attività di supporto, ma elemento che, se progettato in modo coerente, può contribuire direttamente alla crescita dell’organizzazione.

La sfida resta aperta: non tanto introdurre la formazione, quanto renderla credibile e utile agli occhi del business.


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