
"Siamo un po' tutti indignati e dispiaciuti di questo sproloquio del presidente Trump. Dopo la delusione del ritorno dei talebani del 2021, è un'altra ferita. Non me l'aspettavo". Lo dice all'Adnkronos Angelo Pascazio, papà di Luigi, 25 anni, il caporalmaggiore dell'esercito italiano, di Bitetto, in provincia di Bari, morto nel 2010 in Afghanistan in un attentato esplosivo insieme a un commilitone, a proposito delle frasi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump circa il contributo degli eserciti alleati occidentali impegnati nelle operazioni militari e di peacekeeping nel Paese asiatico. "Fino a un certo punto l'ho stimato, non lo nascondo - continua - ma talvolta va fuori dal seminato, come in questa occasione. Un vero sproloquio. Ho apprezzato la reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sono tanti i 53 militari morti in 20 anni", afferma Pascazio. "Le frasi di Trump lasciano il tempo che trovano", continua. "Magari si riferiva a qualche generale ma i ragazzi erano tutti in prima linea. Le cose non sono andate come dice lui, ha distorto la verità e la storia", sottolinea in riferimento alle dichiarazioni del presidente Usa circa il presunto scarso impegno o la minore esposizione dei Paesi alleati. "Da quello che carpivo dalle poche telefonate di mio figlio le condizioni operative erano difficili. Luigi credeva in quello che faceva. Era la sua prima missione. Probabilmente i ragazzi andavano formati meglio per affrontare quelle situazioni così pericolose. I nostri caduti meritano soltanto onore", conclude.
