Referendum sulla giustizia, Nordio: "Ricorso è inutile"

"Il ricorso - da un punto di vista tecnico - secondo me è inutile perché secondo la Costituzione, quando vi è una delle condizioni per il referendum (la raccolta delle firme o l'iniziativa dei parlamentari o dei consigli regionali) le altre diventano superflue". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a margine della presentazione del suo libro, parlando del ricorso contro la data del referendum sulla giustizia. "Anche perché il quesito del referendum non si può cambiare: non è un referendum abrogativo, è un referendum confermativo quindi non è ragionevole pensare che, di fronte alla semplicità di un quesito che è già stato ammesso dalla Corte di Cassazione, vi sia un'altra iniziativa che ripete le stesse cose", ha sottolineato Nordio secondo il quale l'accusa dei ricorrenti "di voler guadagnare tempo perché noi abbiamo paura dell'informazione" non ha fondamento. "E' esattamente il contrario di quello che noi pensiamo - conclude - pensiamo sia necessaria una divulgazione". Poco prima, Nordio sul timore della presentazione di ricorsi contro la data del referendum sulla riforma della giustizia aveva detto: “Che vengano presentati forse, che vengano accolti non credo proprio”.  In ogni caso "credo sia bene che vi siano posizioni diversificate ed espresse in modo pacato, razionale e in modo giuridico", parlando della riforma. "Ogni riforma non è perfetta e vi sono delle buone ragioni per commentare anche criticamente alcuni aspetti della riforma - ha aggiunto - ma le buone ragioni devono cedere alle ragioni migliori e qui ci sono ragioni migliori rispetto a quelle che costituiscono delle obiezioni".  Il Tar del Lazio ha respinto nel frattempo la richiesta di sospensione immediata della delibera del Consiglio dei ministri che ha fissato al 22 e 23 marzo la data per la votazione del referendum sulla giustizia. L’udienza per discutere il ricorso presentato dai 15 promotori della raccolta firme è fissata per il 27 gennaio.  “Il Tar è stato molto sensibile alla nostra richiesta e come sempre la giustizia amministrativa è molto celere – afferma all’Adnkronos l’avvocato Pietro Adami che insieme all’avvocato Carlo Contaldi La Grotteria rappresenta i promotori della raccolta firme – Nonostante non ci abbia potuto dare una sospensione immediata del provvedimento ci ha dato però un’udienza in un termine molto breve, il 27 gennaio e per questo siamo molto soddisfatti”. "Come era facile intuire, il Tar ha respinto l’istanza cautelare del comitato promotore della raccolta di firme popolari. Era del tutto evidente che mancavano le ragioni giuridiche per sospendere la decisione del Consiglio dei Ministri sulla data del voto referendario. Del resto, la firma da parte del Presidente della Repubblica Mattarella del decreto di indizione del referendum era già garanzia della sua perfetta legittimità. Ci auguriamo che i diversivi e i tentativi di distrarre l'attenzione dal merito della riforma si concludano al più presto per lasciare spazio a un confronto serio, al riparo dalle troppe fake new circolate in queste settimane". Lo dichiara il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin.