
"Sull'antimicrobico resistenza abbiamo due progetti. Uno è sostanzialmente uno studio di prevalenza dove non solo forniamo i dati su quanti siano le persone affette da infezioni da germi resistenti, ma anche diamo le indicazioni cliniche. Abbiamo poi un progetto che si chiama 'Insieme', in cui coordiniamo 35 ospedali, che a breve diventeranno 50, per implementare le buone pratiche cliniche in un sistema hub and spoke, in modo tale da migliorare l'infection control in Italia, in collaborazione con il ministero della Salute". Così Cristina Mussini, presidente Simit-Società italiana di malattie infettive e tropicali, professoressa ordinaria di Malattie infettive a Modena e direttrice della Clinica delle Malattie infettive di Modena dell'università di Modena e Reggio Emilia, illustra all'Adnkronos Salute le priorità della società scientifica, oggi a Venezia, in occasione del congresso 'Top5 in Infectious Diseases', che riunisce i massimi esperti mondiali del settore. "Insieme coordina gli ospedali, quindi l'idea è quella di fare degli hub di buone pratiche cliniche - precisa Mussinini - Nel nostro ospedale" di Modena, per esempio, "abbiamo una prevalenza di germi multiresistenti a carbapenemi che è stato intorno al 2%, su 1.200 posti letto. Noi avevamo una prevalenza del 33%, quindi con interventi mirati si può fare la differenza". Proprio "sulla base della nostra esperienza - aggiunge l'esperta - stiamo portando avanti questo progetto a livello italiano. Non è facile perché richiede un approccio multidisciplinare", ma dà risultati importanti. "Indubbiamente - continua Mussini - l'idea è anche quella di fornire informazioni scientifiche sull'efficacia dei nuovi antibiotici. Su questo la piattaforma Resistimit, dando le informazioni cliniche, anche di outcome clinico, consentirà di dare un'idea dell'efficacia dei trattamenti nella realtà, cioè non solo nella situazione ideale dei trial, ma anche nella realtà di tutti i giorni, dei farmaci nuovi".
