
"La verità verrà a galla e la situazione sarà chiarita". Con queste parole Julio Iglesias, 82 anni, ha replicato alle accuse di violenze sessuali e tratta di esseri umani mosse da due sue ex dipendenti, secondo il settimanale di gossip 'Hola!'. La rivista spagnola non ha fornito citazioni dirette della conversazione telefonica con il cantante da oltre 300 milioni di dischi venduti, ma sottolinea che l'intervista esclusiva è stata possibile grazie a un rapporto di lunga amicizia con l'artista.
Le due donne, una domestica e una fisioterapista, sostengono di essere state vittime di abusi nelle residenze di Iglesias in Repubblica Dominicana e alle Bahamas nel 2021. All'epoca avevano rispettivamente 22 e 28 anni. Hanno presentato querela nei giorni scorsi presso la giustizia spagnola per presunti "fatti suscettibili di costituire reato di tratta di esseri umani finalizzata al lavoro forzato e alla servitù" e "violazioni della libertà e dell'integrità sessuale", come hanno dichiarato organizzazioni come 'Women's Link Worldwide' e 'Amnesty International'. Julio Iglesias, con una carriera di successi come 'Manuela', non aveva ancora commentato pubblicamente la vicenda prima di questa dichiarazione. Secondo 'Hola!', il cantante sta già preparando la propria difesa con il supporto dei suoi legali. L'entourage si dice "sotto shock" per le accuse. La vicenda è destinata a sviluppi giudiziari e sarà la magistratura a stabilire la verità dei fatti. Le imputazioni a carico di Iglesias sono emerse nei giorni scorsi da un'inchiesta giornalistica durata tre anni, condotta dal quotidiano digitale elDiario.es e dall'emittente statunitense in lingua spagnola Univision. Secondo quanto denunciato dalle due donne, nel 2021 Iglesias avrebbe abusato della propria posizione di potere per sfruttarle lavorativamente e sottoporle a molestie e aggressioni sessuali mentre prestavano servizio come domestica e fisioterapista presso le sue residenze nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas. Le presunte condotte sarebbero avvenute in un contesto di intimidazione, con restrizioni alla libertà di movimento, controllo delle comunicazioni telefoniche e carichi di lavoro considerati eccessivi. In alcuni episodi, gli abusi sarebbero stati commessi anche in presenza di altre dipendenti con ruoli gerarchici. Le due denuncianti sono assistite legalmente dall'organizzazione non governativa Women’s Link Worldwide, che insieme ad Amnesty International ha presentato una denuncia formale presso la procura dell'Audiencia Nacional spagnola. Le donne verranno ascoltate nei prossimi giorni come "testimoni protette". Secondo il team legale dell'ong, i fatti contestati potrebbero configurare diversi reati, tra cui tratta di esseri umani finalizzata al lavoro forzato e alla servitù, molestie e aggressione sessuale, lesioni personali e violazioni dei diritti dei lavoratori. La scelta di rivolgersi alla giustizia spagnola, spiegano le organizzazioni coinvolte, è motivata dalla possibilità di applicare la legislazione nazionale in materia di violenza di genere e tratta di esseri umani, garantendo così alle presunte vittime un accesso effettivo alla giustizia. Nel frattempo, un ex manager del cantante lo ha descritto come una persona "molto affettuosa" e incline al contatto fisico, pur dichiarando di non aver mai assistito a comportamenti violenti o aggressivi. Il caso ha suscitato un ampio dibattito in Spagna. Esponenti del governo e di partiti della sinistra hanno espresso solidarietà alle denuncianti, chiedendo che venga fatta piena luce sulle accuse. Osservatori e commentatori inseriscono la vicenda nel più ampio contesto dell'emersione, negli ultimi anni, di presunti abusi sistemici nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, in linea con il movimento #MeToo. (di Paolo Martini)
