Meloni vede Merz: "Europa scelga se essere protagonista o subire destino"

Da oggi Italia e Germania "sono più vicine che mai" e questa è una "buona notizia" per l'Europa. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo il vertice intergovernativo a Villa Pamphilj con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Italia e Germania, ha aggiunto la premier, sono entrambe "interpreti di una visione comune" sui dossier più strategici e perseguono "un obiettivo di fondo, cioècostruire un’Europa autorevole, un’Europa consapevole del proprio ruolo nel mondo, capace di essere competitiva sullo scenario globale, capace di rafforzare la propria autonomia strategica con pragmatismo, con concretezza, con buon senso". "Nella giornata di oggi non solo Italia e Germania confermano il loro partenariato ma decidono di rafforzarlo a ogni livello lavorando fianco a fianco su sfide cruciali per il nostro tempo". "Se due nazioni importanti, amiche, alleate, solide sia dal punto di vista economico che industriale, come sono Italia e Germania, si muovono nella stessa direzione, portando ciascuno il proprio valore aggiunto, allora ci sono le condizioni per ottenere ottimi e importanti risultati per le nostre imprese, per i nostri lavoratori, per i nostri cittadini nel loro complesso".  Viviamo una fase storica "particolarmente complessa, che impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o piuttosto subirlo. È, dal nostro punto di vista, una fase che richiede lucidità, responsabilità, coraggio e soprattutto l’intelligenza necessaria a trasformare le crisi in opportunità", ha detto la premier, secondo la quale è necessario "un deciso cambio di passo in materia di competitività delle nostre imprese, perché ormai è un dato acclarato ed evidente a chiunque sia intellettualmente onesto che una certa visione ideologica della transizione green ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie, per consegnare all’Europa nuove e pericolose dipendenze strategiche, senza peraltro riuscire a incidere realmente nella tutela globale dell’ambiente e della natura".  Meloni rivendica quindi il ruolo dell'Italia nell'Europa, parlando di "una nazione fondamentale che l'Italia sta dimostrando sullo scacchiere internazionale la sua stabilità, la sua forza, la sua concretezza e anche il suo coraggio nel porre le questioni giuste per il futuro del continente. Penso che così si stia guadagnando maggiore rispetto tra i suoi interlocutori". E annuncia che ci presenteremo al prossimo vertice informale del 12 febbraio a Bruxelles, dove si inizia la discussione per il successivo vertice di marzo, particolarmente importante proprio sui temi della competitività, con un nostro 'non paper' comune che è focalizzato su alcune priorità a nostro avviso non rinviabili: la semplificazione e il taglio della burocrazia europea, il rafforzamento del mercato unico, il rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica, una politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizioni". Per quanto riguarda il Board of peace per Gaza "ribadisco quello che ho già detto: la posizione dell'Italia è una posizione di disponibilità e di interesse verso l'iniziativa. Io credo che l'Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella stabilizzazione nel Medio Oriente", ha detto la premier, sottolineando però che "ci sono oggettivamente dei problemi nel modo in cui l’iniziativa è stata configurata, problemi che per noi sono addirittura di carattere costituzionale". "Ad oggi, lo statuto che ci è stato inviato risulterebbe incostituzionale e quindi incompatibile con il nostro ordinamento. Ritengo pertanto che si debba intervenire: è quanto ho comunicato al Presidente degli Stati Uniti e agli interlocutori americani, chiedendo anche se vi fosse disponibilità a riaprire questa configurazione, per andare incontro alle esigenze non solo italiane, ma anche di altri Paesi europei", ha detto la premier. "Tra le sfide cruciali per il nostro continente, sulle quali c’è piena sintonia con il Cancelliere tedesco, c’è anche quella della migrazione". "Entrambi - ha evidenziato la premier - pensiamo che la sfida principale sia nella difesa dei confini esterni dell’Unione, nel contrasto al traffico di esseri umani, nell’impegno ad assicurare il rispetto della legalità, nel rafforzamento del sistema dei rimpatri, ma anche nella cooperazione con le nazioni di origine e di transito, che l’Italia in particolare, ma non solo l’Italia, sta cercando di sviluppare attraverso un nuovo modello di cooperazione con il continente africano". Parlando della transizione green, Meloni spiega che "ha finito per mettere in ginocchio le nostre industrie per consegnare l'Europa a nuove e pericolose dipendenze strategiche, senza peraltro riuscire a incidere realmente nella tutela globale dell'ambiente e della natura. Siamo convinti che ci siano i margini per correggere questi errori e scongiurare il declino industriale del nostro continente, ma serve coraggio".  "Germania e Italia sono molto vicine, come non lo sono mai state prima. Nel 2026 celebriamo l'anniversario dei 75 anni di relazioni diplomatiche. Questo dimostra che abbiamo collaborato strettamente per un lungo periodo dal momento che, insieme ad altri quattro Stati, siamo anche i Paesi fondatori della Comunità europea", le parole di Merz. "Ci sono i presupposti per una più stretta cooperazione tra la Germania e l'Italia. Vogliamo che il 2026 sia l'anno dell'opportunità e delle decisioni". Con l'Italia "c'è una naturale sintonia nella valutazione delle sfide che abbiamo davanti" e c'è "una forte sintonia nei valori e negli interessi", ha aggiunto Merz. Secondo il cancelliere tedesco, "l'Europa deve e farà di più per la sicurezza dell'Artico nel comune interesse transatlantico. La Germania rafforzerà il suo impegno e l'Italia ha appena adottato, molti di voi lo sapranno, una nuova strategia per l'Artico a cui noi possiamo sostanzialmente aderire". "Noi vogliamo un'Europa unita e una Nato forte in una nuova era delle grandi potenze", ha dichiarato. Merz ha poi sottolineato che sui dazi "siamo pronti a difenderci". "L'abbiamo dimostrato questa settimana, convocando una riunione straordinaria del Consiglio Ue. E' un esempio valido di ciò che possiamo fare". "Quello che era stato minacciato da parte del presidente americano, non è stato più fatto", ha aggiunto Merz, riferendosi ai dazi minacciati e poi ritirati da Donald Trump contro i Paesi europei che avevano inviato contingenti militari in Groenlandia.