
L'Iran 'vende' l'apertura dello Stretto di Hormuz. Dopo 3 settimane di guerra, nonostante una schiacciante superiorità degli Stati Uniti, Teheran continua a bloccare la 'via del petrolio'. Il traffico nello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il 20% del greggio mondiale, è paralizzato. Gli Usa, a giudicare dalle manovre in atto, si preparano ad un eventuale 'fase' 2 dell'operazione Epic Fury: navi anfibie e Marines, in arrivo nella regione, verrebbero impiegati per assumere il controllo dello Stretto. Intanto, però, l'Iran continua a gestire il 'semaforo' nelle acque del Golfo Persico. Teheran ha autorizzato un numero limitato di petroliere e container ad attraversare lo stretto di Hormuz, otto secondo il Financial Times, nove secondo Lloyd's List, testata specializzata nella diffusione di informazioni legate al traffico marittimo. Per poter transitare è necessario ottenere il via libera pagando due milioni di dollari, in almeno un caso. Oltre che navi iraniane, hanno percorso i 167 chilometri dello stretto cargo di Grecia, India, Pakistan. Greci, in particolare, sono il 18% dei carichiche hanno fatto il passaggio in questi ultimi giorni, ha spiegato Bridget Diakun, analista di Lloyd's List Intelligence all'Afp. Si tratta di cargo che nei giorni scorsi hanno percorso un corridoio inusuale intorno all'isola di Larak, dove avrebbero dovuto sottoporsi a ispezioni degli iraniani. Il prossimo via libera potrebbe arrivare per 9 petroliere cinesi ammassate al largo di Abu Dhabi. "Diversi governi, fra cui la Cina, ma anche l'India, il Pakistan, l'Iran e la Malaysia, hanno avviato contatti diretti con Teheran, con i Guardiani della rivoluzione, per coordinare il transito di navi", ha spiegato Richard Meade, di Lloyds List all'Afp. Il traffico lungo il percorso è crollato dall'inizio della guerra il 28 febbraio scorso, con più di un terzo delle navi in transito in questo periodo sottoposte a sanzioni Usa, europee o britanniche. In totale, si stima che circa 3.200 navi siano bloccate nella zona. Dal primo al 19 marzo ci sono stati solo 116 passaggi, con un crollo del 95 per cento del traffico rispetto ai tempi di pace, secondo i dati analizzati dalla società di analisi sull'energia globale Kpler. Di questi, 71 sono stati effettuati da petroliere, più della metà delle quali cariche e dirette verso est, verso cioé l''uscita'. La scorsa settimana è stato registrato un lieve aumento delle metaniere, ha spiegato Richard Meade, direttore di Lloyd's List. Una analisi di JP Morgan indica che la maggior parte del petrolio che transita dallo stretto è destinato all'Asia, principalmente alla Cina. Il legame tra Pechino e Teheran è estremamente solido. La Cina è di fatto il principale partner economico dell'Iran. Secondo i dati diffusi dal Wall Street Journal, arriva al colosso asiatico circa il 90% del greggio che ogni giorno viene esportato dalla Repubblica islamica, vale a dire 1,6 milioni di barili. Nelle casse iraniane entrano decine di miliardi di dollari l'anno.
