
Le parole di Papa Leone XIV sulla pace alla vigilia del suo viaggio in Africa "risuonano con una forza che va oltre i confini della Chiesa e interpella l’intera comunità internazionale". Lo scrive in una nota Kamel Ghribi, vicepresidente del gruppo San Donato. La missione del pontefice, aggiunge, "rappresenta la speranza che il dialogo possa prevalere sulla contrapposizione. Che la pace possa essere costruita, se sostenuta da una volontà comune. Supportare questa missione significa assumersi una responsabilità. Significa credere che il futuro non sia già scritto dai conflitti, ma possa essere guidato da una visione più alta. Oggi, quella visione ha una voce chiara. E chiede di essere ascoltata e sostenuta. Nessuno può restare in silenzio". Le parole pronunciate da Papa Leone XIV non sono "un richiamo formale, ma un appello profondo, lucido, coraggioso", evidenzia Ghribi. "In un tempo segnato da guerre, tensioni e nuove fratture globali, il Santo Padre sceglie l’Africa come luogo simbolico e reale da cui rilanciare un messaggio universale: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità concreta, che richiede visione, determinazione e coraggio. Per questo, oggi più che mai, è necessario un passo ulteriore". Quello del pontefice, prosegue Ghribi, è "un appello ai leader del mondo, perché sappiano raccogliere questa voce e trasformarla in scelte politiche, diplomatiche ed economiche coerenti con la costruzione della pace. Un appello ai popoli, perché sostengano con convinzione chi, con saggezza e responsabilità, indica una strada diversa rispetto alla logica del conflitto. Un appello ai cristiani, chiamati a essere all’altezza della propria guida spirituale: coraggiosi nella testimonianza, coerenti nell’impegno, capaci di costruire ponti e non muri. Un appello ai credenti di ogni fede, perché riconoscano in questo momento storico la forza di una leadership spirituale che parla a tutti, senza divisioni, e che pone al centro la dignità dell’uomo, il dialogo e la riconciliazione".
