
"Quando ci lamentiamo del fatto che gli americani vogliono diminuire la loro presenza, e dunque la loro influenza, in Europa, che cosa stiamo dicendo esattamente? Che vogliamo continuare a demandare a loro le nostre responsabilità di nazioni sovrane? E non trova che sia un paradosso che proprio quelli che fanno continuamente polemica sui rapporti con gli Stati Uniti, che si stracciano le vesti per una presenza di esponenti delle forze di sicurezza statunitensi durante le olimpiadi, come accade sempre in questi eventi con i diversi paesi alleati, poi chiedano agli Stati Uniti di continuare a occuparsi della nostra difesa?". Intervistata sul 'Foglio' dal direttore Claudio Cerasa, in occasione dei trent’anni del giornale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolinea l'importanza del ruolo degli Usa per il futuro dell'Europa. "Credo che questa confusione -spiega Meloni- sia uno dei nostri principali problemi. Dopodichè ho sempre difeso, nel rapporto con gli Stati Uniti, l’unità dell’Occidente. Sono convinta che solo un’Occidente forte e coeso possa fronteggiare le sfide globali di quest’epoca, e questo vale tanto per gli europei quanto per gli americani". "Per lungo tempo, l'Europa ha rinunciato ad occuparsi della propria sicurezza e, nel tempo, si è arrivati addirittura a pensare che non esistesse alcun pericolo esterno dal quale doversi difendere. Non è un caso, infatti, che gran parte della sinistra italiana ed europea sostenga, ancora oggi nel contesto in cui ci troviamo, la tesi che le spese per la sicurezza e per la difesa siano inutili. Purtroppo, la realtà è molto diversa da ciò che vorrebbe la sinistra. Viviamo in un’epoca nella quale l’instabilità e l’incertezza sono diventate la normalità, ed è nostro dovere agire di conseguenza", le parole della premier sul perché l’Europa e la sinistra devono affrontare tabù importanti sul tema della difesa. "Sarebbe esiziale, per i nostri popoli e per le nostre democrazie -sottolinea Meloni- nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista". Sul fronte Ucraina, Meloni spiega: "Sono convinta che la libertà che viene difesa a Kiev non sia solo la libertà del popolo ucraino, ma anche la nostra. E' la ragione per cui l'Italia continua a fare la propria parte da ogni punto di vista, non ultimo attraverso la fornitura di sistemi di approvvigionamento energetico per affrontare l'inverno e contrastare il tentativo russo di piegare il popolo ucraino con il buio e il gelo''. "Noi siamo sempre stati favorevoli all'apertura verso nuovi mercati, ma sempre nel rispetto di un principio di fondo. Che il commercio può essere libero solo se è anche equo. Da troppi anni stiamo pagando le pesanti conseguenze di un processo di globalizzazione che ha aperto al libero commercio senza regole tra sistemi economici e produttivi che non erano equi tra loro e che non rispettavano le stesse regole", Meloni spiega così perché rispondere al protezionismo con maggiore apertura è un dovere per sostenere il benessere della nostra economia. "Questo processo -sottolinea Meloni- ha creato sperequazioni strutturali e ha finito per rendere le nostre economie più deboli e vulnerabili, creando nuove dipendenze strategiche. Perseverare in questa direzione sarebbe un suicidio, e non abbiamo intenzione di farlo. Ecco perché penso che la strategia commerciale dell’Unione europea debba avere come priorità il nearshoring e il friendshoring, ossia la rilocalizzazione di produzioni nei paesi più vicini o nei paesi amici, oltre che semplificare la sua assurda burocrazia e prevedere precise garanzie per i nostri produttori e per le nostre imprese quando decide di costruire nuove aree di libero scambio. Come è accaduto con il Mercosur, dove l’Italia ha svolto un ruolo determinante per definire un accordo che fosse equilibrato e vantaggioso per tutti".
