
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista concessa a Bloomberg questa settimana, ha dichiarato che il ruolo del governo in Banca Monte dei Paschi di Siena si è concluso e che l'esecutivo non sarà coinvolto nelle future decisioni di governance e strategia della banca. Meloni ha definito il Monte Paschi uno di quei dossier "complessi" ma gestiti con successo, descrivendo il piano di salvataggio e di risanamento di questa banca "molto ambizioso". Oggi, ha detto, l'istituto è "una realtà solida". Lo Stato detiene circa il 4,9% del capitale, una quota che "non ci dà la possibilità di esercitare influenza sulla governance", ha affermato Meloni. "Il ruolo del governo è terminato", ha detto la premier aggiungendo che "non parteciperemo alle nomine dei nuovi organismi di amministrazione e di controllo". Alla domanda su quale ruolo si auspica per Generali che ha in pancia miliardi di risparmio degli italiani, Meloni ha ribadito l'importanza strategica del risparmio degli italiani. Pur escludendo "vincoli impropri" o limiti alla gestione di qualsiasi società che detiene risparmi italiani, Meloni ha affermato che il ruolo del governo è quello di capire la strategia che ha chi gestisce queste risorse e l'auspicio è che queste risorse vengano destinate a rafforzare l'economia. "E' importante che quelle risorse possano essere investite per contribuire a rafforzare l'economia italiana, in un circolo virtuoso che è positivo per tutti", ha concluso. Interviene in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5s e componente della commissione d’inchiesta sul Sistema bancario: "Due scempi di Giorgia Meloni. Il primo, dichiarare a borse aperte che il ruolo dello Stato in Mps è finito, determinando il crollo del titolo. Il secondo, dire che il ruolo dello Stato è finito, nonostante il Tesoro abbia ancora il 4,8% della banca senese, soltanto per provare disperatamente a nascondere il ruolo del suo governo nel risiko bancario. Un ruolo esercitato da Meloni e Giorgetti mettendo Mps, banca risanata con 12 miliardi di risorse pubbliche, a disposizione di alcune cordate finanziarie, Caltagirone e Delfin, interessate a usare Mps solo per scalare Mediobanca e a cascata comandare in Generali. Dire oggi che il governo ha esaurito il ruolo è un penoso tentativo di nascondere il vero ruolo, che c’è stato ed è stato molto attivo". "L’uscita di Meloni - prosegue - peraltro arriva il giorno successivo all’audizione in commissione Banche dei pm di Milano che stanno indagando sul presunto concerto nella scalata di Mps a Mediobanca e Generali e che hanno detto di avere prove molto solide di un patto occulto risalente addirittura al 2019. Un patto occulto che, dal 2024, avrebbe trovato la sponda decisiva di Luigi Lovaglio, non solo Ad di Mps ma espressione nella banca senese proprio del ministero dell’Economia, espresso da Giorgetti nel 2023". "Chiediamo che Meloni e Giorgetti vengano a riferire in Parlamento, a partire dalla commissione Banche, dove abbiamo depositato una richiesta urgente di audizione", conclude Turco.
