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Servono tanto i manager?

01 Feb 2013

- Non è che i manager fanno male al business? O meglio, forse i manager fan male alla società, di cui il business è solo una parte, per quanto importante? Non è che il business è talmente sopravvalutato da farsi male da solo? Cori corri ma poi ci sbatti il muso!

Mi sorge il dubbio: ma i manager servon davvero? Da quando sono arrivati nella sanità, nella scuola, nell’editoria, tutto quanto abbiano toccato è finito a rotoli. E che, devi esser proprio manager per far bene il tuo lavoro?

Essi, occhio attento a costi e ricavi perdono di vista la filosofia d’impresa, e da lì il patatrac. Piano con le provocazioni, chiaro che i conti devono tornare, ma avverto un pauroso calo del ruolo dell’imprenditore in favor del manager: la lungimiranza cede alla gestione quotidiana, l’azione prevale sulla visione, la tattica domina la strategia: la ricerca del risultato si sposta sul breve periodo ed ora, che siamo alla distanza, ne strapaghiamo le conseguenze. Si avverte in tutto: arte, giustizia, politica.

Troppa economia e poca società, troppo cervello e poco cuore, ed il sangue non circola più.

Troppa razionalità quindi, “risultati concreti” si pretendono a discapito della ricerca, dell’innovazione e soprattutto, della riscoperta della tradizione, tutte cose che costano come costa seminare. La trimestrale, il bilancino di brevissimo periodo dovrebbe essere vietato per legge.

Le professioni tornino ai professionisti: là dove al vertice è arrivato il manager il patrimonio professionale si è sciupato e appassito. Valori, deontologia, etica, tutte voci che non appaiono nei bilanci. Ma fanno tanto bene.

Poi si dice che la colpa è della crisi..

Commenti (2)
Alberto Benelli In generale il tema da lei affrontato è riscontrabile in una credo piccola parte di imprese nazionali, e dove il sentiment da lei ben descritto purtoppo è diventato patologico forse anche in virtù di un azionariato mordi e fuggi. Invece il tema da lei sollevato potrebbe essere all'opposto svolto sulla gran parte delle PMI che sono a direzione familiar-padronale con una scarsa presenza di manager, e ancora meno con veri poteri direzionali. Nelle PMi poi a mio parere proprio per la piccola dimensione l'agilità e R&D quotidiane non possono dispiegarsi con la forza economica e strutturale adeguate, e forse per un gap di imprenditorialità vista l'età dei fondatori e la scarsità di eredi con pari energia.
15 mag 2013 alle 21:07
Andrea Riccio Certo Alberto- La mia intanto era una provocazione. Condivido in larga misura le sue osservazioni. L'accento che volevo porre nella riflessione era in particolare sulla necessità di prevedere un futuro in periodo di cambiamento (imprenditore) piuttosto che nella gestione pratica e quotidiana del controllo di ricavi e costi (pur fondamentale, beninteso, gestita dai manager)
Grazie della sua gradita osservazione.
Andrea Riccio
17 mag 2013 alle 15:02
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